
Eufemia Griffo, Dell'amore e Della Rivoluzione
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Eufemia Griffo è una scrittrice, poetessa e insegnante della scuola
dell'infanzia, con una laurea in pedagogia. Ha al suo attivo numerosi romanzi
di successo.
Ha esordito nel 2005 con un racconto che ha ricevuto un primo premio a
livello internazionale e, nel corso degli anni, ha accumulato numerosi
riconoscimenti per la sua narrativa e poesia, con opere incluse in diverse
antologie.
Nel 2014 ha pubblicato "L'eredità di Dracula. Liriche gotiche sull'amore oltre il
tempo", vincendo il primo premio Leandro Polverini.
Appassionata di haiku, Eufemia ha conquistato vari premi internazionali, tra
cui il prestigioso Blithe Award International nel 2019. È membro della British
Haiku Society ed è la prima autrice italiana ad essere pubblicata su “Living
Haiku Anthology”.
Nel 2023, Eufemia ha ricevuto per il settimo anno consecutivo il diploma
internazionale europeo “Haiku European TOP 100”.
Nel 2018 ha pubblicato il suo primo romanzo storico, "Sagome di carta. Le
streghe di Triora," seguito da "Da lontano, Venezia. I viaggi di Marco Polo"
nel 2021 e "Il vento delle Highlands racconta" nel 2022, per Le Mezzelane
Casa Editrice.
Il 3 ottobre 2024 è uscito il suo nuovo romanzo storico, “Dell'amore e della
Rivoluzione” pubblicato da Land Editore.

Un romanzo che richiama i grandi romanzi della letteratura dell'800,
andiamo a scoprirne di più!
Cosa ha di speciale questo libro e come è nata l'idea di una storia
d'amore in un contesto corale, quello della Rivoluzione Francese?
Cara Noemi,
ti ringrazio intanto per lo spazio che mi hai concesso all'interno del tuo blog, e
per avere definito “speciale” il mio ultimo romanzo storico.
Quello che penso renda speciale Dell'amore e della Rivoluzione è la sua
capacità di intrecciare una storia d'amore con un contesto storico, quello
della Rivoluzione francese, profondo e tumultuoso, dove ogni scelta e ogni
azione hanno avuto ripercussioni enormi, sia a livello personale che collettivo.
La Rivoluzione non è solo uno sfondo storico, ma un elemento che influenza
e plasma le vite dei protagonisti che si trovano a dovere affrontare sfide non
solo politiche e sociali, ma anche intime e affettive.
L'idea di raccontare una storia d'amore in questo contesto corale è nata dalla
volontà di indagare e comprendere come i sentimenti più universali, come l'amore, la passione, il tradimento e la lealtà possono emergere e svilupparsi
in tempi di grande turbolenza e cambiamento.
Volevo mostrare come, anche in un periodo storico così complesso, l'amore
possa essere il filo che può unire le persone, spingendole a lottare per ciò in
cui credeva, ma anche a mettere in discussione le proprie convinzioni.
Da questo punto di vista la Rivoluzione francese, con la sua forza
dirompente, diventa così lo scenario ideale per una storia in cui i protagonisti
devono fare i conti con il destino, le proprie emozioni, i propri dubbi, le
aspirazioni e le scelte che inevitabilmente cambieranno per sempre.

Quali autori ti hanno ispirato nella progettazione e nella stesura del
testo del romanzo?
Gli autori che mi ispirato hanno hanno nella progettazione e stesura di Dell'amore e
della Rivoluzione sono davvero molti, e tra questi includo anche i biografi
della regina Maria Antonietta, che hanno approfondito la sua figura e il suo
ruolo prima e durante la Rivoluzione francese.
Tra i numerosi manuali e articoli che descrivono la cronologia degli eventi
rivoluzionari, alcuni sono stati fondamentali per ricostruire in modo accurato il
contesto storico. Tra questi, citerei in particolare La Rivoluzione francese
1789-1795 di André Castelot, La Storia della Rivoluzione francese di Pierre
Gaxotte, Un nuovo mondo inizia. La storia della Rivoluzione francese di
Jeremy Popkin, tre opere essenziali per comprendere gli sviluppi politici,
sociali ed economici di quel periodo tumultuoso.
Oltre alla cronologia, ho consultato anche manuali che descrivono usi e
costumi dell'epoca, dai dettagli sugli abiti alle modalità che caratterizzavano la
nobiltà e il popolo, fino agli stili di arredamento. Questi testi mi hanno aiutato
a ricreare con realismo le atmosfere quotidiane del periodo, un aspetto
fondamentale per immergere i lettori nelle vicende dei miei protagonisti.
In realtà, i manuali ei saggi che ho consultato sono davvero moltissimi, e per
chi desiderasse approfondire, ho incluso una sezione apposita nel libro, dove
il lettore potrà trovare le fonti specifiche che mi hanno guidato nella
costruzione di questo periodo storico.
Oltre a questi autori e testi storici, altri scrittori hanno ispirato la
scrittura del mio romanzo.
Uno su tutti è Emma Orczy, con i suoi La primula rossa e Voto di sangue, poi
Hilary Mantel con La storia segreta della Rivoluzione francese, e Charles
Dickens, con il romanzo A Tale of Two Cities.
Un testo imprescindibile per la stesura della seconda parte del romanzo è
stato il saggio di Silvana Panciera Le beghine. Una storia di donne per la
libertà.
La Rivoluzione francese viene mostrata nella sua luce più crudele e
nella sua degenerazione. Come è stato per te affrontare nel dettaglio
anche questo aspetto così cruento?
Affrontare un periodo importante dal punto di vista storico come la
Rivoluzione francese nella sua luce più crudele e nella sua degenerazione è
stata una grande sfida, ma al contemporaneo, anche un grande atto di coraggio.
Ho impiegato molti anni a scrivere questo romanzo, ben consapevole, fin
dall'inizio, che mi sarei inoltrata su un terreno impervio. Eppure, nonostante le
difficoltà, sono andata avanti con determinazione. Anno dopo anno, quattro in
totale tra ricerca, studio, scrittura ed editing, sono arrivati esattamente al
punto che mi ero prefissata. Ogni fase del processo ha richiesto pazienza e
dedizione, ma alla fine credo di aver creato qualcosa che rispecchia appieno
l'intento iniziale e che può offrire al lettore una visione autentica e
coinvolgente di un periodo storico così complesso.
Il tema della Rivoluzione francese, uno dei periodi più drammatici della storia
europea, non poteva essere affrontato con leggerezza. È un evento che ha
segnato in modo indelebile il destino di milioni di persone, e meritava di
essere trattato con la gravità e il rispetto che spettano alle sue vittime e alle
sofferenze che ha causato.
È stato fondamentale immergermi nei dettagli storici più cruenti, come le
esecuzioni pubbliche, la violenza politica e la tensione crescente tra le
diverse fazioni. Questi momenti di violenza sono il riflesso di una lotta per il
potere che ha travolto non solo le élite, ma anche la vita quotidiana della
gente comune. Non si tratta solo di narrare eventi, ma di capire la sofferenza
umana, entrare nella mente e nel cuore dei personaggi reali e di quelli
immaginari, comprendere le motivazioni dietro le azioni e le conseguenze di
quelle scelte. In questo senso, ho cercato di non limitarmi a raccontare la
brutalità degli eventi, ma di far emergere anche la confusione e la tragedia
psicologica che accompagnano un racconto degenerazione.
Affrontare questi temi così forti è stato emotivamente impegnativo, perché,
pur essendo consapevole che i personaggi del mio romanzo sono immersi in
un contesto storico preciso, non volevo che la violenza fosse solo un aspetto
narrativo, ma che trasmettesse anche il senso di disperazione e smarrimento
che ha accompagnato le persone in quegli anni drammatici.
Ho cercato di bilanciare il dramma con una profonda ricerca psicologica,
senza mai edulcorare la realtà storica, ma al contemporaneo narrando anche gli
ideali che avevano ispirato la Rivoluzione francese, ideali che alla fine, furono
disattesi e traditi.

Chi sono i protagonisti e come si sono sviluppati durante la scrittura?
I protagonisti del tuo romanzo sono figure nate dalla tua fantasia mentre
tra i personaggi di contorno troviamo tanti personaggi storici reali e
noti. Come ti sei mossa per riuscire a inserirli in modo così coerente?
In Dell'amore e della Rivoluzione, i protagonisti principali sono personaggi nati
dalla mia fantasia, ma sono profondamente immersi nel contesto storico della
Rivoluzione francese.
Tra i miei protagonisti, Lucienne d'Albon, Richard Harrington, Luc Moreau,
Marguerite, Fleure e Maestra Erin si sviluppano in modo organico, influenzati
dal periodo storico che li circonda e dalle esperienze personali che li
lasciano. Ognuno di loro affronta dilemmi morali e lotte interiori, che li
spingono a confrontarsi con la brutalità della Rivoluzione, ma anche con gli
ideali che la ispirarono.
Lucienne, ad esempio, da giovane aristocratica che simpatizza con le idee di
fondo della Rivoluzione, si trasforma in una donna che di fronte agli eventi più
brutali, è costretta a fare scelte difficili e dolorose.
Richard, il nobile inglese, attraversa una profonda crisi tra il suo amore per
Lucienne e il suo impegno per gli ideali rivoluzionari, mentre Luc Moreau, il
giovane giornalista giacobino, si scontra con la sua visione idealista della
Rivoluzione e le sue conseguenze disilluse.
Marguerite, che inizialmente sembra una figura di supporto, cresce nel corso
del romanzo fino a diventare una delle voci più forti della storia, una donna
capace di affrontare le difficoltà con una determinazione incredibile.
Così come Fleure ed Erin che avranno un impatto significativo nell'intreccio
della storia, personaggi minori, ma non meno importanti.
Accanto ai personaggi nati dalla mia penna, convivono anche coloro che
furono i protagonisti reali della Rivoluzione francese, come per esempio
Desmoulins, Robespierre, Saint-Just, il Conte de Mirabeau, Danton, Maria
Antonietta, Luigi XVI e molti altri. Questi personaggi reali interagiscono con i
miei protagonisti inventati e il loro inserimento nel romanzo si è rivelato un
aspetto cruciale per dare autenticità al racconto. Ogni volta che uno di questi
personaggi storici entra in scena, lo fa in un contesto preciso e in un
momento chiave della Rivoluzione, con un ruolo che rispecchia le sue reali
azioni e decisioni. L'obiettivo è stato quello di creare un equilibrio tra la realtà storica e finzione.
Ho trovato molto interessante il focus sugli aristocratici (francesi e non)
conquistati inizialmente dalla rivoluzione. È stato difficile immergersi nella mentalità dei nobili, con vite ed esperienze così lontane dalle nostre?
Mi fa piacere, Noemi, che tu abbia trovato interessante il focus sugli
aristocratici conquistati inizialmente dalla Rivoluzione.
Immergersi nella mentalità dei nobili, con le loro vite ed esperienze così
distanti dalle nostre, è stato certamente un compito di scrittura impegnativo,
ma anche molto stimolante. La difficoltà maggiore è stata cercare di
comprendere come, in quel clima di attesa, promuovere nascere sentimenti di
ammirazione per gli ideali rivoluzionari, in parte ereditati dall'Illuminismo, che
inizialmente sembravano portare con sé speranza di cambiamento e di
rinnovamento.
Gli aristocratici che ho scelto di rappresentare nel mio romanzo sono figure
che pur essendo cresciute in un ambiente privilegiato, si trovano ad affrontare
una realtà che seppur inizialmente lontana dalla loro visione, suscita in loro
molta curiosità, ovvero un desiderio di comprensione ea volte anche di
partecipazione attiva. Questo contrasto tra l'opulenza della loro vita e la
portata delle idee rivoluzionarie è uno degli aspetti che ho voluto studiare in
profondità.
È stato fondamentale cercare di entrare nella psicologia di questi personaggi,
cercando di capire come una giovane aristocratica come Lucienne, ad
esempio, possa trovarsi a confrontarsi con il tradimento degli ideali che
l'avevano inizialmente affascinata.
Lo stesso si può dire di Richard, il cui destino è inscindibilmente intrecciato
con quello di Lucienne. Richard è un giovane nobile inglese, figlio di un
aristocratico, ma nonostante la sua posizione privilegiata è profondamente
attratto dalle idee della Rivoluzione. Desidera contribuire al cambiamento,
lottando per i principi di libertà e uguaglianza, pur dovendo fare i conti con la
sua appartenenza all'aristocrazia. La sua evoluzione nel romanzo è segnata
da conflitti interiori e scelte difficili che lo portano a confrontarsi con i dilemmi
morali e politici di un periodo turbolento.
Nel mio romanzo, il conte di Mirabeau, una figura storica realmente esistita,
noto per la sua eloquenza e leadership durante la Rivoluzione francese,
gioca un ruolo cruciale, influenzando le decisioni politiche del periodo.
Mirabeau lotta per la libertà ei diritti del popolo, ma vive anche il conflitto tra
la sua nobiltà d'origine ei principi rivoluzionari. La sua figura incarnata
perfettamente la tensione tra tradizione e cambiamento, e la sua personalità
complessa lo rendono un personaggio enigmatico e di grande impatto, in
particolare nei confronti di Luc Moreau. Quest'ultimo, che diventerà un
giornalista affermato, si troverà a lavorare proprio presso il giornale fondato
dal conte.
Qual è il tuo personaggio preferito del libro e perché? Il mio personaggio preferito del libro è Marguerite. Ragazza del popolo, rappresenta quella forza che spesso si cela nelle persone più vulnerabili. Nonostante le difficoltà, Marguerite trova il coraggio di affrontare la sua realtà con determinazione, incarnando un equilibrio che diventa fondamentale per la narrazione. Il suo personaggio è cruciale soprattutto per la storia di Lucienne, poiché attraverso di lei si svelano molti degli intrecci emotivi e storici che segnano il destino dei protagonisti. Durante il corso della trama, Marguerite cresce e si evolve, mostrando una maturazione che rappresenta il cambiamento che vive in un periodo di grande turbolenza storica. Nel romanzo, Marguerite è anche la memoria storica dell'intera vicenda. A lei sarà affidata la narrazione nella seconda parte del libro, dove avrà il compito di ricomporre le vicende, dando voce agli eventi che si sono susseguiti. Nel capitolo finale, Il mistero dell'amore, Marguerite svelerà i misteri irrisolti e i retroscena nascosti della vicenda, rivelando verità dimenticate che
continuano a caratterizzare le vite dei protagonisti. Attraverso il suo sguardo, il lettore potrà scoprire una nuova prospettiva sulla Rivoluzione ma anche sull'amore. Tuttavia, in questo romanzo, l'amore non è la sola forza che muove i protagonisti, Lucienne e Richard, e che consente loro di superare le difficoltà ei pericoli di un periodo storico molto tumultuoso. L'amore non si limita solo alle relazioni personali, poiché esso è inteso anche come amore per la libertà, per la giustizia e per i valori umani. In un contesto così drammatico, queste emozioni diventano una luce di speranza: l'amore spinge i personaggi a combattere per ciò in cui credono.
Qual è per te l'attualità insita in questa storia che hai scelto di
raccontare?
La lotta per la libertà, l'uguaglianza ei diritti individuali sono temi sempre
attuali, così come la disillusione che può sorgere quando gli ideali
vengono di cambiamento traditi. In un contesto di grande trasformazione
sociale, come quello della Rivoluzione francese, le tensioni tra oppressione e
aspirazioni di giustizia sono ancora un terreno di confronto nelle società
moderne. La storia, con il suo andamento ciclico, ci offre una grande lezione,
come ci ha insegnato Giambattista Vico con la sua teoria dei corsi e ricorsi
storici, che ci ricorda come certi eventi e dinamiche tendini a ripetersi nel
tempo. In questo senso, la Rivoluzione francese diventa un monitor per le società di oggi, una lezione sulla fragilità dei cambiamenti radicali e
sull'importanza di non dimenticare le radici storiche di ogni trasformazione
sociale.
Ho apprezzato tantissimo la parte del romanzo ambientata fuori dalla
Francia, ad esempio in Vallonia (una delle regioni dell'attuale Belgio). Si
percepisce una ricerca minuziosa che riesce a farci rivivere realtà ai più
sconosciuti.
Sono felice che tu abbia apprezzato quella parte del romanzo.
La scelta di ambientare alcune scene fuori dalla Francia, come in Vallonia e il
Brabante fiammingo è stata proprio quella di portare il lettore in territori meno
conosciuti ma altrettanto cruciali nel contesto della Rivoluzione francese.
Essa non si limitò ai confini della Francia, ma ebbe un impatto profondo su
gran parte dell'Europa. La Francia, spinta dai suoi ideali rivoluzionari e dalla
necessità di difendere la propria nuova Repubblica, si trasformò in una
potenza militare che cercò di estendere i suoi principi anche oltre i confini,
nelle terre vicine. La guerra rivoluzionaria portò alla conquista di molti territori,
tra cui i Paesi Bassi (l'attuale Belgio). La Francia ha creato un popolo di
invasori non solo con l'intento di diffondere le idee di libertà, uguaglianza e
fraternità, ma anche con l'ambizione di espandere la propria influenza politica
e geografica.
L'invasione di questi territori, spesso visti come una minaccia dai regimi
monarchici europei, divenne uno dei motori principali dei conflitti che
segnarono la fine di secoli di potere assoluto. La Francia, con le sue armate,
cercò di imporre i principi rivoluzionari, ma allo stesso tempo subì forti
resistenze. L'attuale Belgio non fu solo teatro di battaglie, ma anche di un
conflitto ideologico, con popolazioni che dovettero confrontarsi con
l'occupazione francese che non volevano, i cambiamenti che essa portava e
la realtà di vivere sotto una nuova imposizione straniera.Ovunque arrivassero, i francesi annullavano e cancellavano tradizioni e istituzioni
antiche, come per esempio i beghinaggi, come si evince nella trama del
romanzo. L'atteggiamento della Rivoluzione nei confronti di queste antiche
istituzioni diventa un simbolo della volontà di uniformare, e al contempo di
distruggere la diversità e la complessità storica delle società europee.
Anche questo aspetto dell'espansione rivoluzionaria e delle sue conseguenze
nei territori limitrofi è un elemento importante che, seppur non sempre
centrale, emerge nel romanzo, arricchendo la comprensione di quanto la
Rivoluzione sia stata un fenomeno non solo interno alla Francia, ma capace
di riscrivere la mappa politica e sociale di gran parte dell'Europa.
La ricerca che sta alla base di queste ambientazioni ha cercato di ripristinare
fedelmente le atmosfere e le condizioni dell'epoca.
Durante le tue ricerche storiche per il romanzo, hai scoperto qualche
dettaglio o curiosità su questo periodo storico di cui non avevi
minimamente idea?
Durante le ricerche per il mio romanzo, ci sono stati diversi dettagli e curiosità
che mi hanno sorpreso e che non avevo mai approfondito prima. Uno dei più
affascinanti riguarda l'uso della propaganda durante la Rivoluzione francese.
I rivoluzionari, in particolare i giacobini, erano esperti nell'utilizzare questi
strumenti per galvanizzare le masse e giustificare le loro azioni, anche le più
cruente. Ci sono documenti storici che descrivono la stampa come uno degli
strumenti di lotta più potenti dell'epoca, molto simile a come i media vengono
usati oggi per influenzare le opinioni politiche. In realtà potrei raccontarti molti
altri aneddoti ma preferisco che siano i lettori a scoprirli.
Senza spoilerare nulla, c'è una parte ambientata in Inghilterra, Kent. È
stata una scelta consapevole per aggiungere al romanzo anche il punto
di vista inglese sulla Rivoluzione francese o è stata la trama stessa che
ti ha portato fin lì?
La parte ambientata in Inghilterra, nel Kent, è stata una scelta consapevole,
anche per motivi legati alla trama e ai suoi sviluppi.
Richard Harrington, il protagonista maschile del romanzo, è inglese; portare
la narrazione in Inghilterra è stata quindi una tappa quasi inevitabile. Questo
spostamento della storia in un contesto diverso rispetto alla Francia e ai
territori vicini, consente di approfondire la visione degli eventi rivoluzionari da
parte degli inglesi, aggiungendo un ulteriore livello di complessità alla
narrazione.
L'Inghilterra, in quel periodo, aveva un ruolo complesso nella dinamica
politica europea riguardante la Rivoluzione francese. La sua opposizione alla
Rivoluzione, la guerra con una delle potenze europee più forti, la paura di un
contagio rivoluzionario e le alleanze con altre potenze europee rendono il
contesto inglese un punto di osservazione interessante per il romanzo.
Inoltre, l'Inghilterra rappresenta un rifugio per molti nobili e aristocratici
francesi che fuggivano dal caos della Rivoluzione. Per questi motivi,
l'inserimento nel romanzo dell'Inghilterra ha contribuito a dare una visione più
ampia della situazione, arricchendo la trama con una prospettiva esterna,
quella di chi osservava gli eventi dalla parte opposta della Manica.
Cara Noemi, ti ringrazio di cuore per il tempo che mi hai dedicato. È stato un
piacere rispondere alle tue domande e condividere con te il mio percorso.
Auguro a te e ai lettori del tuo blog una piacevole lettura dell'intervista. Alla
prossima occasione!

1 commento
Intervista bellissima e non solo intervista, ma è anche una bella lezione di storia, grazie 😀